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RADON IN 10 DOMANDE
Che cos'è il radon?
E’ un gas che si forma dal decadimento di minerali radioattivi naturali presenti nella crosta terrestre. Il radon essendo molto volatile, risale dal sottosuolo e si disperde nell'atmosfera. Quando penetra negli spazi chiusi tende ad accumularsi, fino a raggiungere concentrazioni così dannose per la salute da ritenerlo la seconda causa di tumori ai polmoni dopo il fumo di sigaretta.
Come si riconosce la sua presenza?
E’ un nemico subdolo la cui presenza passa inosservata poiché si tratta di un gas incolore, insapore e inodore. Quindi pochi sono a conoscenza di questa inquietante presenza, che può essere smascherata soltanto installando opportuni rivelatori nel luogo in cui abitiamo o lavoriamo.
Come entra nelle case?
La maggior parte proviene dal suolo sul quale la casa è costruita. Pertanto penetra attraverso le spaccature che si formano con il tempo nelle fondamenta, lungo le tubature o attraverso le giunture tra i muri. Può anche provenire dai muri stessi, se essi sono stati edificati con materiali contenenti uranio (tufi vulcanici, per esempio) o dai rubinetti, se l'acqua contiene del radon disciolto.
Quali locali sono a "rischio radon"?
Sono "a rischio" i piani a contatto diretto con il suolo, soprattutto interrati e seminterrati, come cantine e taverne. Da qui, attraverso porte, scale interne, fori passanti per tubature e cavi, fessurazioni di solette e pavimenti, può migrare ai piani superiori, anche se essendo un gas molto denso, generalmente la concentrazione decresce man mano che si sale ai piani alti.
Quali condizioni fanno aumentare il rischio?
Una volta che il radon è penetrato in un ambiente, la sua pericolosità è legata al tempo che lì vi trascorriamo. Ad esempio, se abitualmente la taverna viene utilizzata come camera da letto o come sala da pranzo, o se i locali interrati di un’azienda sono adibiti a luogo di lavoro, allora è il caso di verificare bene che aria si respira.
Come il radon entra nel nostro organismo?
Sono i cosiddetti nuclei “figli” nati dal decadimento radioattivo del radon a costituire il pericolo maggiore per la nostra salute. Questi nuclei aderiscono al pulviscolo atmosferico ed entrano nei polmoni durante la respirazione. Qui rimangono intrappolati nell’albero bronchiale, danneggiando le sue mucose con l’emissione di particelle alfa. Nei fumatori il fenomeno risulta fortemente amplificato.
Come si misura la concentrazione di radon?
La presenza di radon può essere rilevata in due modi: con dispositivi che fissano le tracce lasciate dalle particelle alfa su una particolare pellicola fotografica, che dove successivamente essere “sviluppata” e analizzata; con il conteggio diretto e continuo mediante rivelatori elettronici. Il primo metodo è più affidabile, ma richiede tempi di misura molto più lunghi.
Quale concentrazione è pericolosa?
L’unità di misura della concentrazione di radon è espressa in Becquerel per metro cubo di aria (Bq/m3). La Comunità Europea ha definito la soglia di 300 Bq/m3 oltre la quale è necessario prevedere tecniche di riduzione della concentrazione di radon nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro.
Si può ridurre la quantità di radon che entra nelle case?
Il più semplice intervento, anche se in inverno non sempre possibile, è areare di più gli ambienti per permettere la fuoriuscita del radon. Se i livelli di concentrazione sono elevati si deve ridurre l’ingresso di radon negli edifici sigillando crepe, fessure e condutture a contatto con il terreno. Anche con una ventilazione forzata dei vespai si può estrarre l’aria ricca di radon e la si può convogliare verso l’esterno.
A chi rivolgersi per effettuare una misurazione?
I Dipartimenti di Prevenzione alla salute delle ASL dovrebbero essere in grado di fornire un elenco di organismi ritenuti idoneamente attrezzati per eseguire le misurazioni. Nel sito dell’ARPA ci sono indicazioni tecniche costruttive atte a minimizzare le concentrazioni in edifici nuovi e sul risanamento degli edifici esistenti.